ESTENSE, un attributo, un nome, legato da sempre all'idea del bello e dell'arte. Una scuola di pittura divenuta famosa nel mondo attraverso i suoi artisti più autorevoli come Cosmè Tura, De Roberti, Dosso Dossi, Francesco del Cossa, dove gli ideali del Rinascimento trovano una coerenza stilistica esemplare. Un nome legato ai Duchi d'Este e di Ferrara, signori mecenati che la storia ha tramandato a noi più per i loro meriti artistici che guerrieri, per l'impronta che hanno saputo dare alla storia dell'architettura. La prima moderna pianificazione urbanistica d'Europa, quella dell'Addizione Erculea, nasce sotto il segno d'Este per opera di un grande architetto, Biagio Rossetti, autore anche di altre meraviglie come il Palazzo dei Diamanti e di Ludovico il Moro. E un numero considerevole di artisti ha dato un volto nuovo alla cittàò estense, la prima città "Moderna d'Europa" una delle grandi capitali dell'arte. Non poteva che chiamarsi "estense" il mattone delle Fornaci Molino, elemento primo per far rivivere l'antica sapienza dei costruttori estensi. Un mattone con le stesse caratteristiche di allora, fatto per durare, formato con le stesse materie prime.
Il castello di Ferrara è la testimonianza storica della possibilità espressiva del nuovo mattone estense, capace di ricreare nelle mani esperte del progettista, nuove atmosfere, nuove storie e nuove architetture: un mattone dunque, fiero della sua storia.
Ogni mattone ha un nemico giurato: il tempo; pochi riescono a contrastarlo. E solo i migliori riescono a vincerlo. Questo "miracolo" si piega solo conoscendo le proprietà delle argille utilizzate ed il tipo di lavorazione. Le argille alluvionali lasciate nei secoli dal Po' di Primaro sono "a prova di scultore" per la loro eccezionale plasticità e coerenza."
"E quindi a Filo alla dritta riviera cacciano il legno, e fan parer che voli Lo volgon poi per fossa morta che a mezzodì presso ravenna porta". (Orlando Furioso XI.III, 146)
All'epoca degli Estensi, il Po di Primaro scorreva navigabile, come cita l'Ariosto, e definiva la cosidetta "riviera di Filo e di Argenta". Solo alla fine del Settecento la rete idrografica del Po trovò una sistemazione definitiva e una risposta alla sua instabilità. E' nel 1782 che fu rettificato il suo corso, dalla Bastia alla Madonna del Bosco (Drizzagno di Longastrino). Per qualche tempo l'antico letto fu utilizzato ancora per dare acqua al Molino di Filo, e ora rimane visibile fino a Longastrino perché la via provinciale percorre il suo argine sinistro. Le stesse argille alluvionali di allora, depositatesi nei secoli nell'antico alveo del fiume, ora deviato, vengono lavorate dalle Fornaci Molino per dare vita a mattoni di particolare pregio e resistenza. Non è un caso, infine, che le fornaci Molino facciano parte di un gruppo, Gruppo Vela, azienda da sempre al passo con il "tempo", sin dalle origini, nel 1961. Un gruppo che ha costantemente allargato le proprie aree di attività acquisendo nuove imprese. Una filosofia e una capacità imprenditoriale che hanno fatto del Gruppo Vela una delle aziende leader nel settore dell'edilizia in Italia.
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